ANATOMIA DEL CALICE

ANATOMIA DEL CALICE
Il calice è composto dalla pancia, dallo stelo e dal piede.

Lo stelo è lungo per permetterti di roteare il vino senza difficoltà e per tenere la mano lontana dalla pancia: in questo modo eviterai sia di scaldare il vino al suo interno, sia che eventuali profumi presenti sulle dita possano influenzare la degustazione.

Il calice non andrebbe mai tenuto dalla pancia: la presa corretta è dal suo gambo o, addirittura, dal piede.

La scelta del calice è un elemento chiave di ogni degustazione (ma anche di una semplice bevuta).

Ogni tipologia di vino richiede infatti il calice adatto.

La differenza la fanno la pancia del calice e la sua chiusura.

Più la pancia è ampia, maggiore sarà l’ossigenazione del vino, maggiore l’espressione aromatica. Ecco perché per i vini rossi di grande struttura si utilizzano calici molto ampi, detti balloon.

Più la pancia è stretta, più gli aromi verranno convogliati verso il naso.

Questo porta a preferire flûte lunghi e stretti per i vini spumanti.

Per riassumere:

  • Più il vino è strutturato, più ampie dovranno essere la pancia e la chiusura del calice.
  • Più il vino è leggero e delicato, più strette saranno la pancia e la chiusura.

La roteazione del calice è utile per ossigenare il vino e sprigionare al meglio i suoi aromi.

L’ossigenazione fa emergere gli aromi più profondi, detti “terziari”, ma volatilizza gli aromi più leggeri o “varietali” (fiori, frutti).

Ecco perché se eccedi con la rotazione rischi di “impoverire” il vino che stai degustando. L’ideale è annusare il vino non appena versato nel calice per percepire gli aromi primari, e solo in un secondo momento far roteare il vino nel calice.

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